Industria 4.0 e linee guida su Interfaccia Uomo-Macchina (HMI): facciamo chiarezza

Interfaccia uomo macchina

Il Ministero dello Sviluppo economico (Mise) da qualche giorno ha pubblicato sul proprio sito una guida dedicata al Piano Nazionale Industria 4.0.

Il tema Industria 4.0 è di assoluta rilevanza per moltissime realtà industriali italiane, perché grazie agli incentivi del Governo si potrà dare nuovo slancio e competitività a un settore economico che è storicamente ancorato a metodologie di produzione e tecnologie non sempre all’avanguardia.

Come azienda impegnata da tempo nella trasformazione digitale delle imprese, certamente uno degli esempi più evidenti di come spesso il mondo industriale si sia concentrato solo su innovazione tecnica e meccanica, per tralasciare totalmente altri ambiti, è rappresentato dalle attuali interfacce uomo-macchina (o Human-Machine Interface, abbreviata in HMI).

Se infatti nel mondo consumer le interfacce hanno ormai raggiunto livelli di usabilità e interazione estrema (tanto che oggi chiunque può dialogare con l’assistente personale che ci troviamo nello smartphone), nel mondo manifatturiero o di produzione la situazione è a dir poco imbarazzante. Esiste un divario ormai pluridecennale che separa il mondo industriale da quello de consumatori (basta cercare immagini sul web per rendersi conto dell’abisso che li separa) e quindi non stupisce che nel Piano Industria 4.0 ci sia spazio anche per l’innovazione in ambito HMI per le macchine e i prodotti industriali.

Progettare interfacce per l’industria 4.0 però non è una cosa da poco.

Come per il concetto di Industria 4.0, che è un vero e proprio cambio di paradigma nelle logiche che governano l’economia “industriale”, disegnare e realizzare una nuova HMI per una macchina richiede di riconsiderare l’intera esperienza di lavoro che ruota intorno alla macchina stessa.

Serve pensare chi userà la macchina (l’operatore, il tecnico manutentore, il responsabile di produzione, l’azienda che ha prodotto e venduto quella macchina), a quale dispositivo ci si interfaccerà (pannello a bordo macchina, tablet, dashboard di controllo remoto) e magari anche al fatto che l’interazione avverrà anche con altre macchine in contemporanea.

Con questo scenario, certamente complesso, l’obiettivo principale di chi progetta interfacce uomo-macchina dovrà necessariamente essere quello di semplificare processi e modalità di interazione.

 

Esempio di interfaccia uomo macchina semplice e intuitiva

 

Interfacce uomo macchina semplici e intuitive: ma cosa vuol dire?

Nel piano degli incentivi promossi dal Governo nell’ambito del progetto nazionale Industria 4.0, uno dei requisiti obbligatori per beni che potranno godere di iperammortamento è che questi siano dotati di “interfacce tra uomo e macchina semplici e intuitive“.

Il Ministero dello Sviluppo Economico non spiega però cosa voglia davvero dire quel “semplici e intuitive”.

Questo stesso dubbio, di recente, ci è stato portato da un nostro cliente che, comprensibilmente, nel valutare le opportunità di accesso agli incentivi governativi si è trovato di fronte a più domande che risposte. Tuttavia, è necessario capire cosa realmente significhino questi due aggettivi.

Per chi come noi vive di digitale, temi come User Experience e User Interface sono centrali in quello che si fa. Infatti, sappiamo che l’usabilità e le modalità di interazione con i software e le app che progettiamo condizioneranno moltissimo il modo in cui questi saranno utilizzati dagli utenti finali, quindi si può certamente dire che l’interfaccia di un sistema digitale viene progettata in funzione dell’esperienza che si vuole offrire.

Quindi, se un’interfaccia deve avere le caratteristiche definite dal Ministero, questo è ciò che – a nostro avviso – “semplice e intuitivo” oggi significa:

  • Si basa su sistemi di interazione già diffusi e ormai familiari, come smartphone e tablet.
  • Permette l’interazione diretta: gli utenti devono poter “afferrare” le informazioni senza dover usare tastiera o mouse. Quindi dita (touch) o voce (speech recognition) o gesti (grammatica comportamentale). L’interfaccia traduce l’interazione e la macchina comprende il comando. 
  • Permette di cambiare le modalità di interazione con l’individuo: da touch a voce a gesti, ad esempio. 
  • Deve semplificare le procedure, quindi multi-touch o multi-gesture per gestire molteplici input.
  • Deve essere self explaining, deve cioè far sì che l’utente capisca al primo utilizzo quali sono le funzioni principali, oppure deve fornire adeguato training (come avviene con le animazioni delle app al primo lancio).
  • E’ responsive, quindi si adatta a qualsiasi supporto tecnologico (desktop, tablet, smartphone, visori per la realtà aumentata, ecc..) ma per fornire la stessa esperienza d’uso.
  • E’ studiata per adattarsi automaticamente al tipo di interazione (es. nelle forme/dimensioni/colori/ecc…) richiesta in base al contesto ambientale (es: riconosce la mano che si avvicina e quindi ingrandisce le icone in modo da facilitare l’interazione).
  • Riconosce autonomamente l’individuo per fornirgli automaticamente le informazioni utili a lui (es: cambio lingua) e si adatta da sola ad eventuali interazioni speciali (utenti con difficoltà di visione, utenti con disabilità, ecc…).
  • Riconosce autonomamente il contesto operativo (es: riconosce oggetti diversi) e propone le interazioni strettamente necessarie a quel contesto. 
  • Permette l’interazione con più individui contemporaneamente, per facilitare collaborazione e condivisione (multi-utente) e si adatta di conseguenza (es: split screen). 
  • Usa schemi informativi, forme, colori, icone consistenti in tutte le funzioni. L’interfaccia ideale non replica necessariamente i controlli fisici (es. una manopola) ma propone il metodo di input più agevole. 
  • Ha call-to-action chiare e universalmente riconoscibili. Fornisce un feedback chiaro e immediato sui comandi ricevuti. 
  • E’ in grado di proporre, in modo autonomo, azioni specifiche per rendere l’interazione piacevole e non monotona all’operatore. 

 

Vuoi approfondire le tematiche in ambito Industria 4.0 o scoprire come è possibile disegnare, progettare e sviluppare Interfacce Uomo-Macchina in modo che rispettino i requisiti e le linee guida imposti dal Ministero? Contattaci.

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