Continuous Learning: quando fare non basta per innovare

continuous learning

di Stefano Casadei, Application Engineer. 

 

La società dell’informazione in cui viviamo richiede a chiunque voglia raggiungere l’eccellenza nel proprio lavoro di innovarsi e migliorarsi costantemente, e per fare questo è necessario investire in ricerca e formazione e imparare cose nuove in modo continuativo. A questo processo si dà il nome di continuous learning o addirittura lifelong learning. 

Questo vale ormai per tanti settori, ma è nel mondo del software che questa esigenza è quanto mai cogente, e chi rimane fermo va rapidamente incontro all’obsolescenza. Uno degli aspetti fondamentali del nostro lavoro è infatti rappresentato dal rimanere aggiornati su tecnologie, linguaggi, metodologie e paradigmi e tutto quello che rappresenta il bagaglio di conoscenze di un progettista software e professionista IT.

Rispetto al passato in cui l’apprendimento si svolgeva prevalentemente in modo “guidato” attraverso l’istruzione scolastica, oggi il contesto è profondamente mutato. Data la rapidità con cui il mondo dell’Information Technology evolve, cambia, si riadatta, questo compito richiede una certa dose di impegno e metodo, perché sostanzialmente riguarda l’imparare ad imparare. Infatti nella società della conoscenza, non solo cambiano i “temi” da apprendere, ma anche le modalità, i canali e i media.

Stiamo quindi assistendo ad una evoluzione da knowledge worker a learning worker e di quanto questo sia un fattore imperativo per un’azienda.

 

Trovare le migliori fonti di informazione

Se in passato c’erano praticamente solo libri e manuali, e per molte tecnologie era difficile trovare documentazione, oggi la situazione – eccetto che per alcune nicchie particolari – è completamente diversa.

In un certo senso anche le tecnologie sono in competizione tra loro, infatti i diversi linguaggi, librerie ed ecosistemi software cercano di proporsi come migliore strumento per creare classi di applicazioni o risolvere nel miglior modo alcuni problemi nella progettazione di sistemi software. Nell’affermazione di una nuova tecnologia ha un ruolo molto importante la quantità e la qualità della documentazione, fondamentale nel ridurre la curva di apprendimento e d’altra parte una delle metriche del successo di uno standard tecnologico, linguaggio o libreria è valutare quanti articoli e documenti fanno riferimento ad essa, segno tangibile dell’interesse e dell’adozione della stessa nella comunità dei professionisti software.

Paradossalmente questo fenomeno fa sì che per tecnologie consolidate la difficoltà si è spostata dal trovare le risorse al filtrare le migliori, nella grandissima moltitudine di informazioni che si possono trovare su un argomento sufficientemente ampio.

 

Sulle spalle dei giganti

Quando si approccia un argomento, per trovare materiale di qualità bisogna prima di tutto affidarsi a fonti autorevoli, vale a dire i massimi esperti del campo o i creatori stessi della tecnologia, quando questo è possibile.

Fortunatamente, quando un’azienda o un consorzio investe su una tecnologia, dedica sovente risorse importanti nella documentazione e in tutorial dedicati sia a descrivere l’architettura del sistema che all’apprendimento e alle linee guida dell’utilizzo della stessa.

Per questo i principali player dietro agli ecosistemi software attuali hanno tutti ottime e aggiornate documentazioni online sulle proprie tecnologie di punta, come ad esempio:

 

Learning by doing

Oltre avere nozioni teoriche sul modello architetturale di una tecnologia, è fondamentale iniziare a familiarizzare con essa con progetti di esempio a difficoltà crescente.

Molto utile è anche avere dei progetti template di applicazioni reali adeguatamente commentati che possano essere riferimento per nuovi progetti.

Spesso anche noi usiamo questo approccio, in modo da avere un’applicazione strutturata in modo ragionato e con le linee guida che utilizziamo internamente.

In the source

Quando il materiale non è sufficiente o è arduo da trovare, non rimane che un’opzione, sporcarsi le mani e ricavare le informazioni sviscerando il materiale.

Il movimento open source oggi si è diffuso a tal punto che è sempre più frequente trovare il codice sorgente di framework, librerie e sistemi, spesso anche rilasciati su GitHub.

Corsi online

Da alcuni anni si stanno sviluppando i cosiddetti MOOC (Massive Open Online Courses), ossia video corsi online resi disponibili su piattaforme dedicate, da alcune delle più importanti università al mondo, istituti di ricerca e centri di ricerca aziendali, spesso anche in modo gratuito. Naturalmente i corsi di informatica e ingegneria sono tra i più presenti e richiesti, ma i corsi coprono tutte le materie che è possibile trovare in università reali.

Le piattaforme più popolari, che anche noi in SPOT utilizziamo per la nostra formazione, sono:

 

Case study: Android

Come caso di studio, prendiamo ad esempio l’apprendimento dell’ambiente di sviluppo mobile Android, applicando un percorso di apprendimento secondo quanto esposto in precedenza e facendo riferimento alle seguenti risorse:

Strumenti di condivisione

Stackoverflow tag Android: http://stackoverflow.com/questions/tagged/android

Android Developers: https://www.youtube.com/channel/UCVHFbqXqoYvEWM1Ddxl0QDg

Documentazione ufficiale Google

Android training

Material design

Source code

https://android.googlesource.com/

http://source.android.com/source/

MOOC

https://www.udacity.com/course/android-development-for-beginners–ud837

https://www.udacity.com/course/new-android-fundamentals–ud851

https://www.udacity.com/course/advanced-android-app-development–ud855

 

In conclusione, il continuous learning è imprescindibile per apprendere e padroneggiare nuove tecnologie, metodologie e strumenti, ed è un processo che richiede impegno e costanza per restare aggiornati.

Ultimo, ma non come importanza, è fondamentale imparare anche dagli altri, come i colleghi e i nostri clienti, e condividere con loro l’esperienza maturata e le nuove conoscenze apprese.

Vuoi sapere di più su come aggiornarsi sulle tecnologie digitali? Contattaci.

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